Hikikomori: la sindrome che spinge a isolarsi dal mondo | Michele Canil
17354
post-template-default,single,single-post,postid-17354,single-format-standard,bridge-core-1.0.4,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-18.0.9,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.1,vc_responsive
 

Hikikomori

Hikikomori

Hikikomori

5
(29)

Hikikomori: la sindrome che spinge a isolarsi dal mondo

BIO MAGAZINE, n. 64 – Febbraio 2020

Cos’è la sindrome di Hikikomori?

“Hikikomori” è un termine giapponese che indica letteralmente “tirare” e “ritirarsi”. E’ usato per indicare coloro, per lo più adolescenti, che “scelgono” di ritirarsi dalla vita sociale fino al punto di vivere in una o poche stanze anche per anni.


Vista l’importanza e la portata del fenomeno, in Giappone il governo nipponico ha stabilito veri criteri diagnostici per individuare il disturbo.

Innanzitutto non ha le caratteristiche di una sindrome ma è riconosciuto nel paese del sol levante come un autentico disturbo mentale; prevede come criterio diagnostico un tempo di almeno 6 mesi di ritiro sociale completo; rifiuto scolastico e/o lavorativo; assenza di altre patologie psichiatriche che spieghino i sintomi (es. schizofrenia, ritardo mentale etc.); esclusione di coloro che pur avendo un ritiro scolastico e lavorativo mantengono invece l’aspetto della socialità.

Negli Stati Uniti, come pure in Europa, il fenomeno è in importante espansione sebbene nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) in uso a livello mondiale per classificare i disturbi, non sia ancora citato ufficialmente come patologia distinta.

Hikikomori Dr Michele Canil

Perché questo fenomeno colpisce prevalentemente gli adolescenti?

Prevalentemente ne sono colpite le persone in adolescenza perchè si tratta anche di una fase di disagio in cui da un lato si contesta ed abbandona il mondo adulto, dall’altro il gruppo dei pari e la socializzazione diventano obiettivo e preoccupazione al tempo stesso. Questi motivi fanno degli adolescenti la parte di popolazione maggiormente colpita. E’ altresì vero che, se in Giappone il fenomeno è un fatto sociale, in realtà nel resto del mondo è comunque un fatto noto ai sanitari ma che assume la denominazione di “depressione con ritiro sociale e comportamenti ossessivi”, essenzialmente gli stessi sintomi del Hikikomori giapponese..

HIKIKOMORI. Può colpire anche gli adulti?

Sì, nonostante alcuni dati raccolti da associazioni dedicate al disturbo (anche se ripetiamo che non è ancora riconosciuta ufficialmente con tale nome, escluso per il Giappone) indichino una prevalenza tra i 14 ed i 25 anni, sembra esserci un notevole numero di “reclusi sociali” over 40.

La paura di affrontare il mondo ed una bassa resilienza (o risorse sviluppate) espone al rischio di ritiro anche fasce più adulte.

E’ molto comune anche in Italia oggigiorno?

Sembra un fenomeno di tutti i continenti. Anche l’Italia comincia a registrarne un certo incremento importante, sia nei luoghi di cura pubblici che in quelli privati.

Quali sono le manifestazioni più comuni in questo tipo di patologia?

Inizialmente la perdita di interesse per il “mondo” si accentua sempre di più, successivamente comincia il ritiro dalle proprie attività (lavorative o di studio); solitamente inizia una dipendenza da internet, poi il ritiro sociale completo, fino a non lavarsi o non uscire più dalla propria stanza; l’inversione dei ritmi circadiani (sonno-veglia) fino ai casi più gravi di convinzioni irreali su di sé o sul mondo.

Quale tipo di interpretazione possiamo dare a questo fenomeno?

Alla base vi è spesso una scarsa fiducia in sé, un mancato apprendimento dei comportamenti sociali e dei costrutti che stanno alla base delle relazioni, poca esperienza ed una relazione probabilmente di eccessiva dipendenza con uno dei genitori.

Il troppo timore del “fuori” ovviamente blocca la normale attitudine dell’essere umano a “sperimentare se stesso” come sostiene A. Kelly, famoso terapeuta statunitense del secolo scorso.

HIKIKOMORI. Quale ruolo giocano le nuove tecnologie in tutto questo?

Probabilmente alto, in quanto spesso i bisogni di relazione vengono spostati sul “virtuale”. Ma non si può accusare i “mezzi” anche perchè nell’esperienza clinica è troppo rischioso togliere quel minimo contatto con il mondo lì dove l’equilibrio personale è già molto fragile.

La depressione ha un ruolo in tutto questo?

Senza dubbio. In realtà sebbene non abbia questo nome in Italia ed Europa, la depressione adolescenziale ed il ritiro sociale sono fenomeni ben noti anche nel nostro Paese. Da molti anni assistiamo ad un fenomeno molto simile in diversi ragazzi.

Quale consiglio possiamo dare ai genitori che hanno figli con questa problematica?

Suggerirei di non attendere che la gravità o il tempo di ritiro si facciano eccessivamente intensi, distinguendo ovviamente i casi in cui vi è un motivo ben chiaro del ritiro sociale e lì dove la durata va da qualche giorno a qualche settimana. Ma se le tempistiche si allungano ed il ritiro è importante è necessario un intervento specialistico in tempi adeguati, meglio evitare che tale comportamento si prolunghi per anni.

In fondo i sintomi sono anche un segnale di allarme per chi ci sta vicino.

Dott. Michele Canil
Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.


Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia

Trovi utile questo articolo?

Lascia una valutazione

Media voti 5 / 5. Votanti: 29

Nessuna valutazione presente. Lasciala tu per primo

We are sorry that this post was not useful for you!

Let us improve this post!

Tell us how we can improve this post?

FacebooktwitterredditpinterestlinkedinmailFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Il mio impegno personale è quello di lavorare in stretta collaborazione con i visitatori del sito e con i pazienti del Centro Psicologo Treviso, con una attenzione costante alle esigenze personali di ogni singolo essere umano. Per offrire, sempre, il miglior servizio e i più elevati standard di professionalità.