Che cos'è il senso di colpa? Come difendersi | Dott.Micherle Canil
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Senso di colpa E SENTIMENTO MORALE

Copertina Bio Magazine Aprile 2021. Senso di colpa. Intervista Canil

Senso di colpa E SENTIMENTO MORALE

“Gestire il sentimento morale”

Il senso di colpa è uno dei sentimenti più sabotanti che si possano sperimentare e scaturisce da un’azione di disobbedienza rispetto a una regola sociale.

Articolo a cura di Marco Zorzetto con la consulenza del dott. Michele Canil, Neuropsicologo, Psicoterapeuta, Ipnologo Clinico, EMDR Treviso

Bio Magazine N° 77 – Aprile 2021

Cos’è il senso di colpa?

Il senso di colpa è un’emozione transitoria o non che riguarda un sentimento spiacevole di bassa stima, di scarsa considerazione di sé nel momento in cui la persona colpita ritiene di aver trasgredito delle norme etiche o comunque quando si riconosce o viene riconosciuto da qualcuno come inadeguato o in un ruolo non desiderato dagli altri.

Come si manifesta il senso di colpa? Vi sono dei meccanismi specifici che portano alla sua nascita?

Si manifesta con svalutazione di sè, senso di inadeguatezza, di comportamenti inadeguati, pentimento, depressione. I meccanismi sono del tutto naturali; il senso di colpa è un sentimento necessario affinchè il comportamento della persona adulta, ma anche del bambino, sia adeguato. Se eccessivamente esposti alla colpa da bambini, sviluppiamo una personalità che si impernia sulla colpa e quindi diventiamo persone sicuramente con aspetti depressivi, ansiosi, con troppa paura di trasgredire una qualsiasi norma, con eccesso di moralità rispetto all’agire. I genitori eccessivamente colpevolizzanti portano il bambino a vivere un senso di colpa e di inadeguatezza di se stesso come persona.

In quali contesti si vede il suo sviluppo?

Lo sviluppo del senso di colpa, dal punto di vista eziologico, nasce nelle prime relazioni significative con la propria famiglia; poi si può sviluppare soprattutto in ambito lavorativo e nelle relazioni in cui si può vivere un senso di colpa rispetto all’occuparsi dei bisogni dell’altro. Una sovraesposizione alla colpa comporta normalmente un’inibizione nel comportamento quindi delle personalità evitanti che tendono ad interagire poco per paura di sbagliare e di percepirsi definitivamente sbagliati. 

Esistono dei soggetti più predisposti a vivere il senso di colpa? 

Partiamo dal presupposto che il senso di colpa è necessario perchè pone dei limiti ad alcuni comportamenti diventando quindi una sorta di autoregolazione. Questo sentimento trova terreno fertile in una persona troppo insicura, che non si sbilancia, che si relaziona poco, che ha poco dialogo con gli altri e che può essere eccessivamente arrabbiata. Altri tratti caratteriali che possono facilmente agevolarne la comparsa sono quelli delle persone che vivono con preoccupazione ogni tipo di esposizione e qualsiasi attività che metta in dubbio il proprio operato. 

Ha una funzione psicologica?

Certamente quella di inibire comportamenti aggressivi o di scarso rispetto per gli altri oppure anche di autoconservazione, quindi per evitare di esporsi a pericoli.

Il senso di colpa è sempre negativo o può avere dei risvolti positivi a livello interpersonale?

Se ben dosato, il senso di colpa ci permette di avere una relazione anche molto empatica perchè ci pone nei panni degli altri, quindi ci fa riflettere sulle conseguenze e le implicazioni molto importanti dei nostri comportamenti e delle nostre azioni.

Il ricatto morale è una possibile conseguenza del senso di colpa?

Il ricatto morale è nient’altro che la manipolazione, quella di cui si parla tanto nei disturbi narcisistici e borderline di personalità, che si avvale essenzialmente del senso di colpa dell’altro; quindi una volta infilato il cuneo della colpa nell’altro, se questo è estremamente sensibile, molto probabilmente lo si manovra. Si può creare un percorso psicologico di manovrabilità proprio facendo leva su quegli aspetti di colpa e quindi facendolo percepire come sempre inadeguato, per cui l’unica salvezza è seguire le indicazioni del manipolatore.

Il senso di colpa può condizionare la serenità della nostra vita?

Molti studi mettono in relazione il senso di colpa con un malessere di vita molto lungo, ovviamente parlando di un senso di colpa patologico. Alla lunga ovviamente il senso di colpa porta a una depressione perché vi è un’inibizione della personalità e del comportamento.

In certi casi è bene mantenerlo attivo oppure è preferibile liberarsene sempre?

Non sempre è bene liberarsi totalmente dal senso di colpa. Una lieve morale nella propria vita, nella propria persona, va tenuta; parliamo essenzialmente di un’etica di vita che ci permette di vivere in armonia e di preservare noi stessi dagli eccessi e, ovviamente, di stare in contatto con gli altri in modo positivo e gratificante.

Vivere liberi dai sensi di colpa fa rima con egoismo?

ivere liberi dai sensi di colpa non fa rima con egoismo ma significa occuparci di noi in modo adeguato, quindi accudire noi stessi e le persone care; ci permette di vivere con onestà e con un grande senso di libertà perché sappiamo muoverci attraverso le regole senza calpestare gli altri.

Esistono esercizi “fai da te” che possono aiutarci a superare il senso di colpa?

Prima di tutto chiedersi che cosa ci fa sentire in colpa e quanto su una scala da uno a dieci; tutto ciò che si avvicina a dieci significa che è eccessivo quindi qui dobbiamo intervenire. Su un punteggio medio vale la pena fare una riflessione; su un punteggio basso può andar bene così. Un altro esercizio fai da te è comprendere tutte le volte in cui evitiamo delle azioni per il timore della colpa, quindi chiediamoci “senza quel senso di colpa cosa potrei fare di diverso che invece non mi permetto di fare?”

Vi sono abitudini sbagliate e abitudini corrette per allontanare il senso di colpa?

Abitudini scorrette sono quelle che ci precludono la possibilità di variare il nostro ruolo. Quindi buone abitudini sono interpretare più ruoli, adoperarsi in nuovi contesti, come ad esempio lo sport, un hobby, un amore, il lavoro. Quando c’è un’eccessiva inibizione nel vestire nuovi ruoli o nei cambiamenti, sicuramente si annida un senso di colpa eccessivo.

Quando è necessario il supporto psicologico per superare un senso di colpa? Quale terapia consiglierebbe?

l supporto specialistico è necessario sicuramente in quelle situazioni in cui il senso di colpa dall’adolescenza non si risolve entro la giovane età adulta e tende a permeare tutta la vita della persona non solo su un aspetto (quello sentimentale o lavorativo oppure dei rapporti familiari) ma un po’ in tutti i contesti. Lì è il caso di intervenire. Si può fare una psicoterapia esplorativa e di cambiamento. Se eccessivi, i sensi di colpa si chiamano “traumi” perché essenzialmente si tratta di scoprire una verità che per la nostra mente diventa insopportabile (quindi di tipo traumatico).

Dott. Michele Canil

Psicologo, Psicoterapeuta a Treviso

Neuropsicologo, Ipnosi clinica Treviso

Terapeuta EMDR Treviso

Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.

Vice rettore dell’Accademia Internazionale Costantiniana delle Scienze Mediche Giuridiche e Sociali.

Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.

Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia. 

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