
05 Feb Psicologia dell’acquisto
La psicologia dell’acquisto: comprare per sentirsi meglio?
Psicologia dell’acquisto è un articolo Di Marco Zorzetto con la consulenza del dott. Michele Canil, psicologo a Treviso Albatross Magazine – febbraio 2026
Nei periodi di crisi e incertezza, il consumo assume un significato che va oltre il bisogno reale. Comprare diventa spesso una risposta emotiva, un modo per colmare vuoti interiori, frustrazioni e insicurezze, anche quando la razionalità suggerirebbe prudenza.
Il Dott. Michele Canil, psicologo a Treviso, analizza la psicologia dell’acquisto e i meccanismi che trasformano lo shopping in una forma di compensazione emotiva. Dalla retail therapy all’influenza dei social media, fino al confine tra conforto temporaneo e comportamento disfunzionale, l’intervista invita a riflettere sul nostro rapporto con il consumo nei momenti difficili.
Da cosa nasce il bisogno di comprare per sentirsi meglio? È davvero una forma di “terapia”?
Alla luce della psicologia dell’acquisto, acquistare risponde a diversi bisogni dell’essere umano, tra cui l’idea di potere che è innata nell’uomo o anche di apparire quando si dà troppa importanza al giudizio degli altri. L’ acquisto diventa una forma di gratificazione; acquistare per sentirsi meglio diventa una sorta di sostituto antidepressivo che va a colmare una sensazione di vuoto, di tristezza, di frustrazione. Tutti argomenti che aveva già previsto Freud descrivendo la società moderna come una società che avrebbe supplito alle frustrazioni attraverso alcuni comportamenti come l’uso di sostanze, il bisogno di potere e di apparire. L’acquisto non può sostituire una personalità stabile ed equilibrata laddove comincia ad avere un’intensità eccessiva.
Perché durante i periodi di crisi aumentano le spese “non necessarie”?
Durante una crisi economica o un’incertezza sociale si innesca un meccanismo di frustrazione collettiva molto simile a quella che stiamo vivendo oggi come coda delle restrizioni da covid. L’aumento dell’acquisto potrebbe proprio rispondere ad un bisogno gratificazione, come se l’essere umano moderno facesse molta fatica a tollerare le frustrazioni. Questo è ciò che in psicanalisi definiamo “sublimazione” o “comportamento di compensazione”.
Il consumo può diventare una forma di compensazione emotiva?
Sì, può diventare una compensazione emotiva; in tal caso, se il comportamento tende a ripetersi spesso, è un sintomo che dovrebbe preoccupare sebbene nella società moderna sembrerebbe accettato e quasi condiviso, quindi normalizzato. Chiaramente, se questo comportamento aiuta a gestire ansia, stress e paure ha una durata estremamente breve e sicuramente non ha modo di agire alla radice dei problemi.
PSICOLOGIA DELL’ACQUISTO: Esiste un legame tra identità personale e oggetti che acquistiamo?
Assolutamente sì. L’identità personale è ciò che tende a proiettare il tipo di acquisto il quale a sua volta proietta in noi stessi un’idea di sé che in qualche modo vogliamo veicolare agli altri. Non dimentichiamo che l’essere umano vive anche di aspetti simbolici; ciò che noi acquistiamo ha una valenza simbolica agli occhi nostri e degli altri.
Che ruolo hanno i social media e il marketing digitale?
Chiaramente i social media hanno un ruolo importante. La figura dell’influencer di per sé ha proprio la funzione di veicolare una serie di persone sensibili a determinati argomenti creando una sorta di desiderio tale per cui esse probabilmente diventeranno acquirenti, perché con l’oggetto si acquista anche un’idea di status.
Esistono differenze di genere nello shopping emotivo?
Negli ultimi anni si sta assistendo ad un appiattimento delle differenze di genere nell’ottica degli acquisti, pertanto, sebbene uomini e donne possano puntare ad acquisti diversi, tutto sommato alla luce della psicologa dell’acquisto la dinamica e la ricerca di una sorta di status del nostro io è molto simile.
Quando l’acquisto diventa un problema?
L’acquisto diventa un problema già nel momento in cui viene ripetuto eccessive volte. Se questo è un pensiero che nasce nella persona ogni qual volta ci sia una sensazione di frustrazione piuttosto che un accumulare molto più di quanto si possa utilizzare, questi sono segnali che dovrebbero cominciare a far sospettare un comportamento compensatorio. In effetti, l’acquisto fatto per sopperire a delle insicurezze o frustrazioni è un comportamento compensatorio.
La domanda che dovremmo porci è “quali altre strategie io personalmente posso mettere in atto per far fronte ad una frustrazione?” Piuttosto che “Quanto sento di poter rinunciare a degli oggetti in virtù del coltivare una stabilità personale?”
La crisi può favorire consapevolezza e sobrietà?
In effetti abbiamo visto da un punto di vista statistico che la crisi economica nella maggior parte dei casi è collegata ad esempio ad una maggiore unione di tipo familiare e una riduzione del tasso suicidario, mentre un aumento importante dell’economia in un paese che diventa stabile, tenderebbe a far fare l’opposto, ovvero a distruggere il nucleo familiare ed aumentare i suicidi. In effetti tendenzialmente abbiamo dei segnali di tipo clinico che ci direbbero che la crisi economica tende ad avere un effetto di relativa consapevolezza. Nell’ambito della psicologia dell’acquisto, la consapevolezza è sempre un argomento personale, individuale e soggettivo. L’essere umano moderno è molto poco consapevole delle azioni che fa e del senso profondo di esse. Pertanto sembrerebbe che ci piaccia maggiormente vivere in una sorta di illusione piuttosto che in una realtà che a volte rischia di essere un po’ cruda.
Quanto contano i valori familiari e culturali nel rapporto con il denaro?
Giocano un ruolo altissimo perché sono proprio due punti che tenderebbero a far sviluppare, se condotti in modo adeguato, maggiore consapevolezza nelle persone, maggior tolleranza alla frustrazione, maggior senso di gratificazione stabili. Alcuni parametri come il senso di colpa, i limiti troppo alti o troppo bassi nell’educazione familiare sono elementi che portano spesso ad uno squilibrio sulla percezione di sé e che sicuramente vanno ad influenzare l’acquisto come gratificazione profonda.
Psicologia dell’acquisto. Come educarsi a un consumo più sano?
La consapevolezza è il primo passo. Se non riconosciamo cosa facciamo e perché lo facciamo, dobbiamo interrogarci sul nostro livello di consapevolezza. Non a caso, lo shopping compulsivo è in aumento ed è oggi considerato una vera forma di dipendenza.
Dott. Michele Canil Psicologo, Psicoterapeuta Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Terapeuta EMDR – Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Vice rettore dell’Accademia Internazionale Costantiniana delle Scienze Mediche Giuridiche e Sociali.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.
Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.
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