Nonni, più che baby sitter sono dei veri e propri educatori | Michele Canil
17478
post-template-default,single,single-post,postid-17478,single-format-standard,bridge-core-2.6.5,qode-page-transition-enabled,ajax_fade,page_not_loaded,,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-25.5,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.7.0,vc_responsive

IL RUOLO DEI NONNI

Il ruolo dei nonni nell'educazione dei figli

IL RUOLO DEI NONNI

NONNI, PIU’ CHE BABY SITTER SONO DEI VERI E PROPRI EDUCATORI

Articolo di Simona Cortopassi

Consulenza: dottor Michele Canil, neuropsicologo, psicoterapeuta, ipnologo clinico, specialista ospedaliero e libero professionista privatamente, titolare del Centro di Psicologia e Psicoterapia Psicologo


I nonni svolgono da sempre un ruolo molto importante all’interno della famiglia. Non sono solo i depositari della storia del passato, ricca di aneddoti e sfumature ormai perdute, ma sono delle vere e proprie figure di riferimento per i nipoti, dei quali spesso si prendono cura mentre i genitori sono a lavoro. “Fatta eccezione per questo particolare momento, in cui a causa di una pandemia sanitaria e delle relative restrizioni per evitare i contagi, i nonni non possono essere presenti quotidianamente nella vita dei piccoli, in generale sono loro i nuovi baby sitter e i compagni di gioco dei bambini, con cui stringono un legame profondo. Il loro ruolo, per quanto ben definito, non è facile e può talvolta finire per scontrarsi con quello del genitore sul punto di vista educativo – afferma il dottor Michele Canil, neuropsicologo e psicoterapeuta – Ma trovare dei confini e dei compromessi è possibile se tutti lavorano per l’armonia e il benessere generale”.


La vita del ventunesimo secolo ha cambiato radicalmente l’assetto delle famiglie, le richieste di energia in ambito lavorativo nonché la presenza delle figure educative intorno ai figli. E, con il tempo, anche i nonni sono cambiati. “Si è persa l’idea di austerità di una volta, quando ci si rivolgeva dando loro del “voi”, e la loro presenza è maggiore sia in termini di tempo sia di relazione”, continua lo psicoterapeuta. Ed è forse, anche per questo, che le tante ore passate insieme ai nipoti possono creare confusione nel rapporto. Loro non sono dei compagni di gioco. “L’autorevolezza dei nonni non deve essere mai messa in dubbio e, in primis, questo dipende dalla credibilità che i genitori stessi danno loro”. Qualche strappo alla norma non sarà certo grave a ogni modo. “Caramelle e giochi non devono mancare, specie come momento di gratificazione, ma il tutto sempre all’interno di un dialogo: vietato fare qualcosa di nascosto dai genitori, parlare è un’ottima arma contro i fraintendimenti”.


Su un aspetto è bene soffermarsi: spesso i nonni diventano troppo permissivi. Le motivazioni sono sostanzialmente due: da una parte vogliono dare ai nipoti tutto ciò che loro non hanno avuto da piccoli, dall’altra non riescono a tenere una linea dura davanti a un bimbo piccolo che fa un capriccio. È fondamentale, però, che il nonno non dimentichi che ha il suo ruolo educativo. Dare dei limiti spiegando il motivo per cui una determinata cosa non va fatta, per esempio guardare la televisione fino a tardi la sera, aiuta il bambino a crescere e a imparare ad accettare le regole nel mondo. “Bambini viziati saranno adolescenti prima e adulti poi, che non sapranno relazionarsi con un mondo che non va sempre come vogliono loro. E tutto questo, se non elaborato o capito, porterà a disturbi d’ansia”. La regola del dialogo vale anche per i nonni. Al rientro in scena dei genitori è importante condividere i capricci a cui si ha assistito di modo da confrontarsi tra adulti e per far passare un messaggio di coerenza e comunicazione ai piccoli.


Qualunque cosa accada non tenete lontano i nipoti dai nonni. Specie se i genitori si separano.

“Mantenete, oltre che i rapporti, un buon grado di comunicazione e una coerenza interna massima sul punto di vista dell’educazione. Le relazioni tra bambino e nipote non devono avere nulla a che fare con i dissapori tra gli adulti e guai a parlar male di una suocera o di un genitore davanti al piccolo. Le ripercussioni finirebbero per pesare sul benessere del bambino”.

È proprio in queste situazioni che i nonni possono restituire un’immagine di unità a cui alcuni piccoli si attaccano. Anche la Legge, in questo senso, parla chiaro. Come affermato dall’avvocato Valentina Ruggiero: “Il nostro codice civile, (art 317 bis), garantisce i rapporti con gli ascendenti, sottolineando l’importanza di mantenere inalterato il legame tra nipoti e nonni – commenta l’esperta in diritto di famiglia – Quando un nonno o una nonna non possono incontrare i propri nipotini soffrono profondamente, con la consapevolezza che anche i minori staranno vivendo un malessere legato all’improvviso e immotivato distacco. In questi casi, ciò che devono fare è rivolgersi al Tribunale dei Minori della città in cui risiedono i nipoti”. Una volta depositata l’istanza, il Tribunale provvederà a fare tutti gli accertamenti del caso, andando a delineare lo stato dei fatti, così da poter valutare se la mancanza dei nonni costituisca un reale disagio per i minori dal punto di vista psicofisico.

LONTANI MA VICINI CON LA TECNOLOGIA ANCHE IN TEMPO DI COVID

In questo momento storico, c’è bisogno di tutelare i nonni: vederli meno, per quanto frustrante è l’unico modo per salvaguardare la loro salute, evitando possibili contagi di Covid-19. Il rapporto con loro però non si deve fermare. “A differenza di tutto ciò che sconsigliavamo fino a un anno fa, adesso il consiglio è: sfruttate la tecnologia. Fate videochiamate, scambiatevi foto e video, fatevi sentire quotidianamente”, afferma il dottor Michele Canil, neuropsicologo e psicoterapeuta. “E voglio rassicurare i nonni: anche se i più piccoli non riescono a stare per più di qualche secondo attaccati al telefono, la vostra presenza viene avvertita lo stesso. Non appena ci sarà modo di rivedersi e riabbracciarsi il vostro rapporto tornerà a essere come prima”.

Dott. Michele Canil
Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Terapeuta EMDR
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.
Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.

No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Il mio impegno personale è quello di lavorare in stretta collaborazione con i visitatori del sito e con i pazienti del Centro Psicologo Treviso, con una attenzione costante alle esigenze personali di ogni singolo essere umano. Per offrire, sempre, il miglior servizio e i più elevati standard di professionalità.