Litigare fa bene? | Michele Canil
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Litigare fa bene?

Litigare fa bene? Benefici psicologici del litigio

Litigare fa bene?

Litigare fa bene? Gli inaspettati benefici psicologici

Litigare fa bene è un testo di Marco Zorzetto per Psicologia Facile n. 17 con la consulenza del dott. Michele Canil psicologo a Treviso

LITIGARE FA BENE? Viviamo in un’epoca in cui la ricerca della tranquillità e dell’armonia nelle relazioni è spesso posta al centro delle nostre aspirazioni.

Il concetto che “litigare fa bene” potrebbe sembrare controintuitivo in questo contesto, ma il dottor Michele Canil getta luce su un aspetto meno esplorato delle dinamiche relazionali. In quest’ottica esploreremo come le liti, quando affrontate e gestite in modo consapevole, possono contribuire alla crescita personale e alla costruzione di relazioni più solide e soddisfacenti. Litigare per crescere Le liti, come sostiene il dottor Canil, sono parte integrante delle relazioni umane e, se gestite in modo sano, possono portare a una maggiore consapevolezza di sé e dell’altro.

Attraverso il confronto possiamo infatti accettare le differenze e a lavorare insieme per costruire connessioni più autentiche. Ma da un punto di vista psicologico, in che modo l’espressione delle emozioni durante un litigio può influenzare il benessere individuale? “L’espressione delle emozioni durante un litigio è fondamentale, perché la nostra vita non è fatta solo di razionalità, logica e oggettività; soprattutto nel rapporto di coppia è fatta anche di parti emotive che vanno condivise. L’importante è che non vi sia un’emotività espressa troppo intensamente, che può causare danno. Laddove non viene espressa ma viene covata tende a creare ‘circoli collaterali’: proprio come avviene a livello cardiaco, si formano nuove arterie psicologiche che deviano quel tipo di emozioni su altro, verso gli altri (aggressività, rabbia repressa e invidia, ad esempio) o verso noi stessi, dando luogo a eccessiva (e apparente) serenità con il partner, paura dell’abbandono o disturbi psicosomatici. Il benessere individuale, quindi, viene molto influenzato sia per chi produce una comunicazione molto emotiva nel litigio, sia per chi la riceve. Dobbiamo riuscire a essere così bravi da trasformare il contrasto senza che evolva necessariamente in un litigio, diventando eccessivamente dannoso per l’altro”, spiega lo psicologo a Treviso. Ci sono situazioni specifiche in cui il litigio può essere considerato benefico per la salute mentale di una persona? “Sì, sono quelle in cui in qualche modo l’altro non sta corrispondendo i nostri bisogni di base, che non sono necessariamente quelli primari come l’alimentarsi, ma sono quelli relativi alla persona che li vive. Per qualcuno può essere fondamentale il riconoscimento, per altri una manifestazione di affetto, per altri ancora il non contraddire l’altro. Ricordiamoci che sono bisogni soggettivi derivanti dalle esperienze di ciascuna persona”.Nella misura in cui l’altro comprende questi nostri bisogni, e viceversa, si instaura una situazione di reciproca comprensione che, attenzione, non deve diventare l’alibi per manipolare l’altro o cedere. Questo avviene anche a livello amicale, non solo nella relazione sentimentale. Una, due o tre volte al mese è bene vi sia un momento in cui vengano manifestate all’altro, in maniera sufficientemente equilibrata, che porti a una maggiore comprensione di chi abbiamo davanti.

LITIGARE FA BENE? Litigio costruttivo vs litigio dannoso

“Il litigio dannoso è quello che non porta a nulla, sterile e asettico. È uno scarico di rabbia in cui non si sta chiedendo nulla all’altro, ma lo si sta punendo molto probabilmente per qualcosa di vecchio che viene riproposto da un evento recente. Faccio un esempio: se una persona ha provato una difficoltà di riconoscimento e stima in ambito genitoriale, ecco che questa esperienza educativa si può ripercuotere facilmente sul presente o sul futuro: la persona tenderà ad arrabbiarsi accusando l’altro per la mancanza del suo passato. Se l’altro riesce a far presente questo e a essere attivo nel dare tale riconoscimento mancato il bisogno è soddisfatto, e la persona riesce a migliorare se stessa. Sempre con l’accortezza, però, che se le ferite sono troppo profonde spesso il partner non può fare nulla. Il litigio diventa costruttivo, ovviamente, nel momento in cui l’informazione emotiva scambiata durante la discussione diventa un nuovo modo di porsi, che porta a un nuovo livello di comunicazione; in questo modo la coppia evolve”, specifica il dottore. Se invece parliamo dei potenziali effetti psicologici di trattenere le emozioni, o evitare i confronti in una relazione, trattenere troppo significa covare rabbia, rischiando di confermare il ruolo di sottomissione posseduto da quelle persone tendenti già all’assecondare eccessivamente i bisogni altrui. Questa tipologia di persona è quindi destinata sicuramente all’infelicità, a tratti di tipo depressivo o aggressivo, dipende dove sceglie di collocarsi.

LITIGARE FA BENE? Ma in che modo il processo di risoluzione dei conflitti può contribuire alla crescita personale e alla maturità emotiva?

“Se per conflitto intendiamo anche le piccole discussioni quotidiane, è bene che queste ci siano sempre, perché c’è qualcosa di cui discutere e da aggiustare; significa che la coppia manterrà un dialogo. I due componenti della coppia devono interpretare l’occasione di scambio e di dialogo come un’opportunità di crescita; se invece il litigio viene percepito come una seccatura, sicuramente porranno fine a questo il prima possibile”.

LITIGARE FA BENE. MA QUAL E’ IL MODO MIGLIORE DI comunicare

Una comunicazione efficace durante un litigio può contribuire al rafforzamento delle relazioni interpersonali da un punto di vista psicologico ed è dunque fondamentale, a patto che da un punto di vista emotivo ci sia sufficiente rispecchiamento e accoglienza dall’altra parte. “Dobbiamo essere attenti a includere le discussioni nella relazione di coppia come elemento normale e normalizzante dei nostri bisogni. Questo ci permette di comprendere la geografia dei bisogni dell’altro, con il fine di costruire una vera relazione di ruolo e non fondata solo sui bisogni, ma anche sulla conoscenza profonda. Possiamo quindi concludere che non va bene litigare eccessivamente, quindi convenzionalmente oltre una discussione a settimana, ma non va bene neppure discutere troppo poco: se vi sono meno di due discussioni al mese evidentemente uno dei due sta ingoiando un boccone amaro”, specifica lo psicologo.

Resilienza emotiva e litigio

Esistono benefici nel confrontarsi anche su argomenti minori, o è preferibile risparmiare energie solo per questioni più rilevanti? “Anche le questioni minori creano un forte legame nella coppia perché confrontarsi, piuttosto che distruggersi, significa che la coppia sta evolvendo in un percorso di continuo confronto; è questa in fondo la relazione. Fintanto che c’è dialogo e costruzione in maniera lineare e sufficientemente rispettosa, abbiamo una costruzione continua giorno dopo giorno di esperienza che va a produrre legame e sicurezza, saldando la coppia”, risponde il dottor Canil. E come può un individuo lavorare sulla propria resilienza emotiva attraverso l’esperienza dei litigi? “In realtà la resilienza emotiva attraverso i litigi, intendendo questi ultimi come la fase animata dove avviene lo scarico di rabbia, viene svuotata, usata come la benzina nel serbatoio dell’auto. In quel momento, quindi, sfruttiamo una parte e la andiamo un po’ a consumare. La resilienza però si carica nel momento in cui le cose funzionano bene e abbiamo modo di consolidare la sicurezza che il partner ci voglia bene e sia sufficientemente capace di amarci”, conclude.

Conclusioni

In questo viaggio abbiamo esplorato il ruolo cruciale delle liti nel contesto delle relazioni umane, imparando che, quando affrontate con consapevolezza e gestite con attenzione, possono essere catalizzatori di crescita personale e connessioni più profonde. Le liti, lontane dall’essere segnali di fallimento, sono una parte intrinseca della nostra esperienza umana. Sono specchi delle nostre esigenze emotive, veicoli per la comprensione reciproca e stimoli per la crescita individuale. Litigare non è solo accettabile, ma può anche essere benefico se abbracciato come un’opportunità di apprendimento e trasformazione. In conclusione, questo viaggio non ha cercato di idealizzare le liti, ma

di svelarne il valore positivo spesso nascosto. Ha invitato a riflettere sulla possibilità di abbracciare le liti come occasioni di apprendimento, sfide che, quando affrontate con

consapevolezza e rispetto, possono essere ponti verso relazioni più autentiche e soddisfacenti.


Dott. Michele Canil Psicologo, Psicoterapeuta Neuropsicologo, Ipnosi clinica Terapeuta EMDR

Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.

Vice rettore dell’Accademia Internazionale Costantiniana delle Scienze Mediche Giuridiche e Sociali.

Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.

Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia

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