Quali sono le forme di insonnia? Intervista al Dott. Canil Psicologo Treviso
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“INSONNIA: COME SI COMBATTE?” PARTE 3 DI 4

“INSONNIA: COME SI COMBATTE?” PARTE 3 DI 4

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DANIELA GREGNANIN INTERVISTA IL DOTT. MICHELE CANIL

QUALI SONO LE FORME DI INSONNIA E DA COSA SONO CAUSATE?

Legenda

I= Intervistatore

D= Dottore

Antenna 3 ore 13:00

I.: Eccoci qui siamo tornati in diretta. Abbiamo detto delle diverse qualità del sonno; vi sono varie forme di insonnia causate da stati emotivi ma anche dall’ambiente esterno. Mi diceva il dottore durante la pubblicità che c’è anche un altro tipo di insonnia che non deve spaventare però…

D.: Che non deve spaventare ma ci fa riflettere. Tra le varie forme di insonnia ce n’è una classificata tra le malattie molto rare ed è l’insonnia fatale: persone che, si presume per una questione genetica, hanno difficoltà così serie di insonnia che purtroppo arrivano al decesso. Si sfiniscono, si creano delle problematiche a livello immunologico ma anche proprio sul piano dei prioni e questo crea un disallineamento sempre più grave finchè si arriva alla morte. Ci sono stati pochi casi anche in Italia, tra l’altro mi pare i primi studiati proprio qui nella zona di Treviso o Venezia non ricordo di preciso. Sono dei casi rarissimi ma che ci fanno riflettere su quanto la parte di riposo dell’organismo umano, ma dei mammiferi in generale, sia importante. Un altro punto fondamentale è che insonnia e depressione hanno un legame molto stretto, sia in senso positivo che negativo. Faccio un esempio: tempo indietro, ma anche ad oggi in alcune cliniche, viene fatto un iniziale sonno indotto, una parte di sonno molto prolungato per una settimana; questo si vede che va a migliorare i livelli di serotonina e quindi migliora la depressione. Però con l’esperienza clinica ci si è accorti che già dalla seconda o terza settimana non è più produttivo ma è controproducente l’ipersonnia. Quindi si sta cercando di capire anche quale legame possa andare a migliorare, ma c’è un livello oltre il quale le cose non funzionano.

I.: Mi colpisce che una delle tecniche può essere la ristrutturazione cognitiva cioè procurarsi delle modifiche, delle convinzioni, delle aspettative sul proprio sonno. Cioè magari dire “non è che posso dormire dieci ore ma magari cinque fatte bene”. E’ possibile?

D.: Sì, questa è una delle tecniche comportamentali che vanno molto di moda perchè sono relativamente brevi. Poi bisogna sempre valutare l’efficacia su se stessi di queste tecniche. Io riscontro spesso che alcune altre tecniche non invasive, come può essere anche l’ipnosi o l‘EMDR, hanno ottimi effetti, nel senso che ci sono situazioni di insonnia dovute ad un evento traumatico oppure anche diciamo ad un evento che ha segnato la persona, pertanto queste tecniche vanno a lavorare proprio su quell’evento. Risolto quell’evento, e quindi l’ansia e il dispiacere che comporta, conseguentemente abbiamo un miglioramento immediato della qualità del sonno. Anche nel giro di un giorno o due a volte.

I.: Quindi con l’ipnosi.

D.: Con l’ipnosi o con l’EMDR, andando a lavorare su quelli che sono stati gli eventi che hanno creato un deterioramento dal punto di vista emotivo, di preoccupazione. Soprattutto nei casi in cui c’è un disturbo post traumatico da stress che quindi è il caso più grave in cui c’è un risveglio con incubi correlati all’evento traumatico, etc.

I.: Cosa ne pensa Lei del fatto che adesso con le scoperte genetiche si parla si sette geni che sarebbero in grado di predisporre il soggetto alle varie forme d’insonnia? Ci sono famiglie, studiate sia negli Stati Uniti che in Giappone, dove le cinque ore per notte sono più che sufficienti.

D.: Questo è molto soggettivo. Ci sono persone che hanno fabbisogni di sonno bassi, altre alti. Dipende dall’età, dalla cultura, dalla zona geografica, dalle attività lavorative. Tempo fa lessi che Leonardo Da Vinci aveva un suo personale sistema di regolazione pertanto sembrava che lui riuscisse più o meno a stimare i fabbisogni di sonno profondo e si risvegliava, produceva un’oretta, poi dormiva. Però chissà poi quanto sono affidabili questi racconti.

I.: Ma quindi dottore, lasciando perdere gli estremi, quali sarebbero le ore indicate per un buon riposo?

D.: Mediamente otto ore è un buon numero. Già scendere sotto le sette ore non è un buon numero, ma questo è un po’ dovuto anche al nostro stile di vita che ci chiede tanto e l’ambiente ci stimola moltissimo, quindi dobbiamo tener conto di questo. Poi parlando delle questioni genetiche, voi sapete che l’elicotrema dei nostri geni è così complessa che la stiamo ancora tentando di decifrare, ma sicuramente tutto è scritto.

I.: Ma perchè dobbiamo dormire? Cosa succede nel sonno? E dobbiamo sognare o non dobbiamo sognare?

D.: Dobbiamo dormire per svariate ragioni, tra cui una molto nota è la rielaborazione dei contenuti che abbiamo assorbito durante la giornata, e su questo Freud ha fondato molta della sua teoria. Dobbiamo dormire anche banalmente per una questione di equilibrio endocrinologico: ad esempio, l’ormone della crescita GH viene rilasciato di notte, noi cresciamo di notte non di giorno, gli sportivi lo sanno bene che il recupero viene di notte, i bambini anche. E poi dobbiamo dormire anche per la rigenerazione cellulare. Il riposo è fondamentale perchè dà uno spazio di ritiro alla coscienza, che viene messa da parte, almeno così sembra, e invece il corpo lavora, mette insieme i vari equilibri e si rigenera.

I.: Ma perchè si sogna? Si sogna e a volte ci si ricorda, altre volte no. Questo è importante per dormire?

D.: E’ importante nella misura in cui il sogno diventa un percorso, una sorta di film che ci può far piacere; in altri casi, come può essere il pavor nocturnus nei bambini, o anche in alcuni adulti; gli incubi ci fanno svegliare perchè il contenuto è drammatico o preoccupante.

I.: E’ molto interessante anche una teoria della pulizia per smaltire tramite il sistema linfatico le tossine, specialmente il beta-amiloide che è una neurotossina tossica responsabile anche dell’Alzheimer. Pensate quante funzioni fa il nostro corpo quando noi non ci accorgiamo. Telefonata, pronto buongiorno!

T.: Buongiorno. Io chiamo perchè più che di insonnia soffro di problemi di respirazione, russo molto di notte. C’è qualcosa che posso fare? A volte anche durante qualche pisolino pomeridiano mi capita di svegliarmi perchè mi manca il respiro o anche perchè mi sento russare.

I.: Quanti anni ha?

T.: Circa quaranta.

I.: Giovane. Grazie per aver chiamato. Allora, questo è un problema anche molto importante perchè incide sul funzionamento cardiovascolare. Cosa deve fare questo signore?

D.: Intanto direi di fare un’indagine medica, a volte può essere anche un discorso digestivo quindi sentire il gastroenterologo piuttosto che a volte qualche chiletto di troppo che va a comprimere la pancia, piuttosto che altre questioni legate alla respirazione e quindi bisogna fare un’indagine otorinolaringoiatra. Se tutto questo dà un esito negativo, allora si passa a valutare altre questioni come fare una polisonnografia per capire che tipo di sonno c’è. Il medico di base già con una prima visita sa indirizzare un pochino; ad esempio se è risaputo che c’è un problema nasale, già questo è un elemento importante.

I.: E’ importante controllarsi soprattutto per gli uomini perchè questi tipi di apnea sono pericolose.

D.: Da una certa età in su potrebbero creare un affaticamento cardiovascolare, quindi è bene prenderle in tempo.

I.: Noi andiamo in pubblicità, a dopo.

Dott. Michele Canil
Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.
Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.

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