Demenze Treviso. Intervista radiofonica al Dr. Canil - Psicologo Treviso
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Demenze Treviso. Intervista Radiofonica

Demenze Treviso. Intervista Radiofonica

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Demenze Treviso. Caratteristiche e decorso della malattia

Demenze Treviso. Intervista Radiofonica con il dott. Michele Canil sul tema delle Demenze

RadioVenezia

 

Matteo: I (intervistatore)

Dott. Michele Canil: D (dott.), psicologo, psicoterapeuta, neuropsicologo

I.: Ben tornati su Radio Venezia Live Social. Parliamo di demenze: è di nuovo con noi il dott. Michele Canil, titolare del Centro per la cura delle Demenze Treviso. Benvenuto.

D.: Grazie e buona sera.

I.: Allora dottore, ormai è un ospite fisso della nostra trasmissione. Oggi la domanda è la seguente: che cosa sono le demenze?

D.: Le demenze sono un declino cognitivo, ma non solo, che riguarda in larghissima misura gran parte della popolazione soprattutto nell’età della vecchiaia.

I.: E da che cosa nascono?

D.: Nascono soprattutto da fattori genetici anche se a livello clinico – secondo le osservazioni del nostro Centro per la cura delle Demenze Treviso – abbiamo visto che ci sono altri aspetti che possono peggiorare o creare un certo decorso della malattia.

I.: E verso che età possono venire fuori queste demenze?

D.: Allora – secondo quanto osservato presso il nostro Centro per la cura delle Demenze Treviso – generalmente si assiste ad un potenziale inizio di declino dementigeno dai 60 anni in poi. Ovviamente più si va su con l’età più questo può dare una probabilità di essere in atto. Esistono rarissimi casi di demenze precoci che riguardano alcune persone il cui corredo genetico prevede che ci sia qualche fattore già dopo i 40 anni.

I.: Però in che cosa consistono le demenze? Cioè, da che cosa capisce che una persona ha una demenza?

D.: Allora, faccio il caso tipico di un paziente che arriva al nostro Centro per la cura delle Demenze Treviso: quando l’anziano comincia a perdere la memoria a breve termine non è un segno preoccupante. Può essere preoccupante invece quando troppo spesso comincia a perdere la memoria a breve termine o quando comincia a dare altri sintomi, segni particolari come quelle che si definiscono aprassie, ovvero sbaglia alcune operazioni quotidiane, piuttosto che sbagliare frequentemente nome delle persone. Questi sono segni da tenere in considerazione.

I.: Facciamo un esempio pratico: quale può essere un'azione sbagliata?

 

D.: Spesso i nostri pazienti del Centro per la cura delle Demenze Treviso compiono azioni sbagliate come ad esempio la più tipica: quella di mettere la pasta nella pentola senza l’acqua; piuttosto che salire in auto senza le chiavi. Oppure fare una strada che si conosce da decenni e perdersi.

I.: Comunque salire in macchina senza chiavi è capitato anche a me, quindi non vorrei essere in un caso così.

D.: Non è grave.

I.: Però penso sia più preoccupante mettere la pasta nella pentola senza acqua. Questo è quindi uno dei segnali di allarme.

D.: Oppure sbagliare l’ordine in cui ci si veste. Diciamo che sono tutti piccoli segnali che noi del Centro per la cura delle Demenze Treviso suggeriamo di tenere in considerazione.

I.: In che modo Lei interviene su questi casi?

D.: L’intervento si basa fondamentalmente sulla prevenzione, cioè riuscire a diffondere il più possibile un’idea di prevenzione a tutte le persone per poter quindi avviare il prima possibile un percorso di ripristino di alcune funzioni nell’anziano; in questo modo, se preso precocemente, possiamo allungare di molto molto tempo il decorso della malattia.

I.: E come ci si rivolge a Lei in questi casi?

D.: Generalmente è un familiare che prende contatto, più raramente è la persona interessata, a volte succede. Almeno questo è quanto abbiamo notato presso il nostro Centro per la cura della Demenza Treviso.

I.: E quindi è il familiare che ha riconosciuto un campanello d'allarme. Quindi adesso dottore Le chiedo quali sono i campanelli d'allarme proprio chiari anche per dare un aiuto ai nostri ascoltatori.

D.: Quelli più chiari riguardano essenzialmente la memoria. Quando un familiare stretto vede che la persona dai 60 anni in su ha notevoli dimenticanze è bene rivolgersi allo specialista perchè questo consente di prendere la malattia in modo davvero veloce.

I.: Ci possono essere delle frasi chiave che possono essere campanelli d'allarme?

D.: A dire il vero frasi chiave no. Ci possono essere delle situazioni chiave: ad esempio, la persona che normalmente aveva una particolare abilità come il cucinare o un proprio hobby, che improvvisamente comincia a non riuscire più a fare alcuni gesti quotidiani. Quelle sono situazioni chiave.

I.: Quindi questi sono i primi campanelli d'allarme per i quali rivolgersi direttamente a Lei.

D.: Sì, perchè nella demenza l’intervento precoce diventa fondamentale.

I.: Ha delle tecniche particolari per curare questa demenza? Oppure nei modi in cui interviene, come aiuta il paziente?

D.: A livello neuropsicologico esistono dei protocolli che ormai sono internazionali e condivisi e che nel Centro per la cura delle Demenze Treviso mettiamo in atto; ovviamente tutti i trattamenti vanno calati sulla persona in modo specifico. Però diciamo che la ristrutturazione, la ricompattazione delle abilità è una stimolazione cognitiva; si va cioè attraverso una serie innumerevole di prove ed anche attraverso lo sviluppo di alcune abilità a stimolare continuamente la persona. Si fanno dei cicli e poi si vede un po’ in che modo recupera.

I.: E' guaribile la demenza?

D.: Questa è una domanda complicata perchè la demenza purtroppo ha un suo decorso. Al momento si può intervenire per rallentarla anche di molto, anche di un decennio a volte.

I.: Quindi diciamo che al momento non è guaribile, si può solo rallentare.

D.: Si può rallentare.

I.: Però non è detto che non sia guaribile magari anche con i progressi della medicina.

D.: Io credo che in questo settore stiamo facendo dei passi importantissimi soprattutto con i colleghi ricercatori quindi chissà quali futuri scenari ci potranno essere.

I.: C'è qualcosa che l'ha resa più orgoglioso magari nel curare questi problemi?

D.: Direi che per tutti gli specialisti riuscire a fare, più che un buon trattamento, un’ottima prevenzione al decadimento cognitivo è sicuramente qualcosa di nobile nel senso che è necessario aprire un po’ il proprio studio a tutte le iniziative su scala nazionale, per cercare di fare uno screening ampio sulla popolazione.

I.: E invece le difficoltà nell'intervenire quali potrebbero essere?

D.: Di difficoltà, la principale rappresenta sempre il ritardo con cui una persona comincia a prendersi cura del proprio anziano. Questa è sempre la prima. Altre sono riuscire a stabilire una buona relazione con il paziente in modo che le cure abbiano una certa continuità, come è necessario che sia.

I.: Se in questo caso l'anziano non avesse proprio voglia di rivolgersi a Lei, come si può intervenire in questo caso?

D.: In questo caso si interviene attraverso altre figure che per l’anziano sono più significative o che hanno comunque un ascendente. E’ comprensibile che in alcuni casi siano più affezionati al medico di medicina generale piuttosto che ad altre figure, quindi è necessario individuare quelle che sono più idonee.

I.: Dottore, se per Lei va bene diamo qualche Sua coordinata. Ripetiamo che il dott. Michele Canil ospite ormai nostro fisso, neuropsicologo e psicoterapeuta, titolare del Centro per la cura delle Demenze Treviso può essere contattato al numero 345 6827868. L'indirizzo del suo studio è via Carducci 1 a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. L'indirizzo email per qualsiasi informazione o chiarimento è canil.michele@libero.it ed il sito web è www.michelecanil.it. Dottore vuole aggiungere qualcosa?

D.: Cito un evento importante che si terrà dal 18 al 24 settembre in tutti gli studi aderenti e riguarda la settimana nazionale di prevenzione dell’invecchiamento mentale. E’ un’opportunità assolutamente gratuita per fare screening e portare i propri familiari di cui si ha dubbio che possano avere qualcosa, si può avere quindi un servizio veramente mirato.

I.: E' un'ottima iniziativa.

D.: Esatto, è una campagna di prevenzione molto importante.

I.: Dottore, Le chiedo nuovamente se vuole salutare qualcuno?

D.: Sicuramente tutti i colleghi che si occupano con impegno in questa materia.

I.: Io La ringrazio per essere stato nuovamente qui con noi. Mi raccomando voi amici di Radio Venezia rimanete in ascolto per ulteriori storie e ospiti da sentire. Ciao a tutti.

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