Cura dell'insonnia Treviso. Intervista al Dott. Canil Psicologo Treviso
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CURA DELL’INSONNIA A TREVISO. PARTE 2 di 4

CURA DELL’INSONNIA A TREVISO. PARTE 2 di 4

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DANIELA GREGNANIN INTERVISTA IL DOTT. MICHELE CANIL SULLA CURA DELL’INSONNIA A TREVISO

INSONNIA: COME SI COMBATTE?

CURA DELL’INSONNIA TREVISO.

Legenda

I: Intervistatore

D: Dottore

Antenna 3 ore 13:00

I.: Eccoci qui siamo tornati in diretta. 049 4906054 se soffrite di insonnia e siete interessati alle strategie per la cura dell’insonnia a Treviso e volete porre dei quesiti abbiamo qui il dottor Michele Canil che è pronto a darvi delle risposte. Abbiamo sentito la signora di prima che era preoccupata per i sonniferi e abbiamo detto che una delle componenti fondamentali che porta le persone a non dormire è una componente di stress, ansia e depressione che occupa sette persone su dieci. Stress, ansia e depressione provocano questo sconquasso da non farti dormire?

D.: Molto. Non solo come diagnosi singole ma spesso anche abbinate, per cui troviamo dei quadri un po’ misti in cui ci sono aspetti d’ansia che ovviamente attivano il sistema nervoso o attivano anche altre patologie come può succedere a dei ragazzi in età di adolescenza. La depressione senza dubbio va ad influire, è dimostrato scientificamente, e lo stress molto perchè l’attivazione di cortisolo da parte del sistema nervoso centrale va ad influire su quelli che sono poi gli stati di sonno-veglia. Un evento stressante, apparentemente una banalità, ha tutto un effetto neurofisiologico molto importante e si protrae nel tempo fintanto che nella persona non è risolta quella fonte stressogena; a volte sono fonti stressogene ambientali, altre volte sono sentimenti, emozioni, piuttosto che stati di disagio dovuto a relazioni e problematiche varie.

I.: Scusi dottore, a seconda della persona, piuttosto che l’ansia, la depressione, lo stress influisce sulle varie fasi del sonno? Cioè, se io sono stressato faccio fatica ad addormentarmi oppure ho un risveglio? C’è una differenza a seconda dello stato d’animo nell’approcciarmi al sonno?

D.: Ci sono due macro aree: diciamo che tutti i sintomi più vicini all‘ansia e allo stress creano difficoltà nell’addormentamento, per cui si protrae più in là, a volte anche fino alle cinque o sei del mattino, per cui immaginate che tipo di peggioramento di qualità di vita. Ci sono altri disturbi più vicini alla depressione maggiore in cui i risvegli sono mattutini, tant’è che una volta erano dei criteri con cui si faceva anche diagnosi, cioè tende a svegliarsi presto al mattino spontaneamente e non riesce a riprendere sonno, anche questo era un elemento che insieme ad altri andava a creare la diagnosi. Quindi risvegli precoci, dalle tre in poi, in cui la persona non ha più sonno e non riesce ad addormentarsi.

I.: Non ha più sonno o non riesce ad addormentarsi. Perchè se una persona non dorme da molto tempo, dovrebbe essere stanca..

D.: Percepisce la stanchezza ma comunque è impossibilitata a riaddormentarsi. Questo è dovuto allo squilibrio naturale che si crea nella serotonina e in altri neurotrasmettitori che sono tutti mediatori del processo del sonno. Quindi bisogna stare attenti: se c’è questo tipo di segnale, chiedersi se c’è qualcosa nella propria vita a livello emozionale, relazionale.

I.: Poi il dottore ci raccontava, a proposito di cura dell’insonnia treviso, come ci si possa poi approcciare a questo problema del sonno. Perchè da una parte c’è l’aspetto farmacologico, dall’altra l’aspetto terapeutico che secondo alcune statistiche l’80% di persone si recano dal terapeuta per curare l’insonnia. Ci sono dei metodi e Lei li conosce bene. Pronto buongiorno!

T.: Buongiorno, sono Martina. Io volevo sapere se c’è qualche sistema per migliorare la qualità del sonno, nel senso che io dormo ma ho un sonno disturbato ma non vorrei prendere sonniferi o cose che poi provocano un risveglio piuttosto lento e difficoltoso. Cosa devo fare?

I.: Grazie. C’è un modo?

D.: Bisogna sempre vedere l’alternanza sonno-veglia. Cioè, il sonno esiste nella misura in cui l’essere umano ha la coscienza e quindi la veglia. Bisogna innanzitutto fare un po’ di analisi molto pratica comportamentale di quella che è la giornata di una persona e poi andare a capire che cosa può influire nel sonno. In questo caso al momento ho molti pochi elementi per poter dire che cosa può influire; può essere anche una sensibilità particolare della persona agli stimoli esterni, piuttosto che altre situazioni in cui l’ansia è per così dire mascherata e quindi tendenzialmente l’attivazione del corpo è sempre troppo alta. Il sonno è fatto, come sappiamo tutti, a fasi. Se queste fasi non sono sufficientemente profonde, soprattutto nel primo sonno, ecco che si rovinano tutte le altre e inevitabilmente le ultime tenderanno ad essere più vicine alla veglia che al sonno. Bisogna fare un’analisi molto accurata.

I.: Comunque tutti hanno paura dei farmaci dottore, nel senso che se devono prenderli li prendono; questa signora che ci ha chiamato ad esempio dice che ha paura di avere un risveglio lento e faticoso quindi non vuole prendere farmaci. Si sente tanto parlare che gli italiani prendono farmaci per questo e per quello, però in realtà non è proprio così. Nel caso della cura dell’insonnia le persone hanno paura mi sembra.

D.: Bisogna capire perchè ci sono anche dei farmaci che agiscono per qualche oretta e quindi aiutano ad entrare nelle prime fasi ma poi vengono smaltiti. Però anche andare a lavorare sul rilassamento, sul benessere generale della persona in un dato momento è importante. Chiaramente con l’avvertenza di capire se questa insonnia esiste da sempre, da una certa età, negli ultimi mesi.

I.: Ci sono anche molte signore che hanno avuto figli che, nonostante i figli dormano, continuano a risvegliarsi perchè hanno avuto ad esempio un bambino molto difficoltoso nei primi tre anni di vita..Quindi ci sono anche queste situazioni che comportano una pessima qualità del sonno.

D.: Questo esiste. Addirittura, lo dico così come dato curioso, i turnisti o le persone che hanno lavorato nella reperibilità notturna, quando poi smettono la reperibilità tendono per anni ad avere dei risvegli su degli stimoli particolari e quindi è come se avessero una memoria di disponibilità al risvegliarsi. Ci sono tanti aspetti che vanno considerati.

I.: Lasciamo da parte i farmaci per un momento. Ci sono varie tecniche che sono state messe a punto per poter dormire: l’educazione, l’igiene del sonno, la restrizione del sonno, il controllo dello stimolo, la riduzione cognitiva e le tecniche di rilassamento. Come si fa a regolarsi? Come affrontare il problema della cura dell’insonnia a Treviso?

D.: Se una persona riesce in autonomia, è la cosa assolutamente migliore. Io metterei in prima posizione tutte le tecniche di rilassamento perchè fondamentalmente hanno una loro efficacia, non hanno dei costi se non il tempo investito e sono assolutamente senza controindicazioni. Andare a lavorare attraverso tecniche come ad esempio lo yoga o il rilassamento di Jacobson o qualsiasi altra cosa sia utile alla persona, questo produce già un effetto benefico dal punto di vista dell’igiene, del rilassamento fisiologico che è necessario alla preparazione e inoltre, perchè no, una persona impara una tecnica che può essere abitudine personale anche in altri momenti. Teniamo conto che il cervello lavora a diverse frequenze secondo le fasi, quindi è importante arrivare alla giusta frequenza, che è espressa proprio in hertz, attraverso l’elettroencefalogramma e queste tecniche permettono di avvicinare la frequenza cerebrale a quella giusta per il sonno. Quindi accompagnano da un punto di vista molto concreto.

I.: Andiamo in pubblicità e poi torniamo.

Dott. Michele Canil
Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.
Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.

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