L'attacco di panico: che cos'è, come si cura
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L’ATTACCO DI PANICO

Attacco di panico. Albatros intervista Michele Canil

L’ATTACCO DI PANICO

 

L’ATTACCO DI PANICO: CAPIRLO,GESTIRLO, CURARLO

A cura di Marco Zorzetto in collaborazione con il dott. Michele Canil per “Albatros Magazine”

Può giungere all’improvviso senza un pericolo reale o una causa apparente: l’attacco di panico è un’esperienza emotiva particolarmente difficoltosa che genera una sensazione di perdita di controllo, da molti definita come un senso di morte imminente. Ne parliamo con il nostro consueto specialista il Dott. Michele Canil, Psicologo a Treviso, Psicoterapeuta, Ipnologo clinico, Terapeuta EMDR e Vice Rettore dell’Accademia Costantiniana delle Scienze Mediche Giuridiche e Sociali.

 

L’AttaccO di panico: cHE COS’È

L’attacco di panico è un episodio acuto di ansia generalizzata che si tramuta in una serie di sintomi psicofisiologici importanti che bloccano la persona facendole percepire un senso di morte imminente, il timore che si fermi il cuore e che succeda qualcosa di fisicamente irreparabile.

Quali sono i sintomi iniziali ed è possibile riconoscerli?

I sintomi iniziali sono la tachicardia, il respiro affannato, il giramento di testa, il formicolio alle mani, una sensazione di poco equilibrio che si accompagnano a sentimenti di terrore e di perdita del controllo. L’attacco di panico spesso viene confuso con una sorta di arresto cardiaco.

Quali sono le cause scatenanti di un attacco di panico?

L’attacco di panico presenta diverse cause psicologiche scatenanti, una su tutte il timore di perdere i riferimenti. Sostanzialmente si tratta del timore di perdere il controllo di sé e della situazione; di non poterne gestire l’ansia e soprattutto di non poter gestire il proprio corpo. Solitamente ciò deriva da un’analisi profonda, non immediata. 

Qual è la correlazione tra ansia e crisi di panico?

L’ansia è il precursore, cioè la base su cui si può sviluppare un attacco di panico che ne costituisce la fase più acuta in cui i sintomi, di varia intensità, non sono gestibili dalla persona.

Come gestire correttamente la comparsa di un attacco di panico?

La gestione di un attacco di panico generalmente non è semplice ma, una volta compreso che non è un evento mortale o troppo pericoloso, bisogna cercare di regolare la respirazione e, per quanto possibile, di mantenere la calma. Poi sicuramente bisognerà rivolgersi allo specialista per risolvere le cause psicologiche sottostanti che sono abbastanza profonde perchè riguardano sentimenti di solitudine, abbandono e perdita; cause più o meno consapevoli che vanno assolutamente trattate per evitare la nuova comparsa di un attacco di panico.

 

Esiste un modo per poterne evitare la comparsa?

 

Generalmente è un po’ difficile evitarne la comparsa ma vi sono alcuni comportamenti che possono essere tenuti in una fase iniziale. Evitare la comparsa significa ad esempio non mettersi in situazioni troppo difficili: se c’è agorafobia (paura delle folle, degli spazi aperti) oppure claustrofobia (paura degli spazi chiusi) evitare situazioni particolari; evitare stress forti nel periodo in cui l’attacco di panico è attivo; spesso anche evitare di fare cose nuove che esulano un po’ dall’ordinario. Questi sono comportamenti di minima per contenere i sintomi in una fase iniziale ma la psicoterapia è fondamentale per poterne uscire

E’ possibile curare gli attacchi di panico?

 
Il trattamento sempre consigliato per gli attacchi di panico è la psicoterapia, a volte con supporto farmacologico e con con l’ausilio dell’ EMDR che è una delle terapie migliori a livello mondiale.

Chi è maggiormente colpito?

Sappiamo sugli studi a lungo termine come persone che abbiano ricevuto traumi sull’abbandono nei primi anni di vita siano candidate agli attacchi di panico in età adulta.
Quindi ne è maggiormente colpito chi ha avuto esperienze di tipo traumatico; traumi con T maiuscola, cioè eventi singoli che hanno scioccato come abbandoni, perdite, rifiuti importanti da parte di figure di accudimento fondamentali, oppure traumi con T minuscola cioè piccoli eventi ripetuti nel tempo. Per fare un esempio: spesso figli di alcolisti in cui vi è discontinuità nell’accudimento a seconda della sobrietà sono purtroppo candidati agli attacchi di panico proprio perchè hanno ricevuto micro traumi ma protratti nel tempo. Allo stesso modo, chi ha avuto un genitore con un disturbo di personalità borderline oppure chi è stato esposto ad eventi di vita non necessariamente psicopatologici o psichiatrici ma che hanno creato micro abbandoni. Un esempio, sono i figli di chi lavora spesso all’estero che sono stati accuditi da figure diverse dalla mamma o dal papà.

Qual è la terapia di supporto più indicata per questo tipo di problema?

Il supporto per questi disturbi è l’analisi personale, la psicoterapia. Ci sono anche farmaci ad ausilio per gli attacchi di panico. L’ EMDR è il trattamento migliore perchè va a trattare i primi traumi che una persona ha subito riparando quindi ciò che spesso è il ricordo del primo attacco di panico o delle prime esperienze di abbandono.  

 

Altre informazioni utili:

Come affronto il problema presso il mio Centro

Una mia intervista radiofonica sull’argomento

 

Dott. Michele Canil

Psicologo, Psicoterapeuta

Neuropsicologo, Ipnosi clinica

Terapeuta EMDR

Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.

Vice rettore dell’Accademia Internazionale Costantiniana delle Scienze Mediche Giuridiche e Sociali.

Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.

Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia. 

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