Amore e possessività | Michele Canil
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Amore e possessività

amore e possessività

Amore e possessività

Amore e possessività. Le differenze

Amore e possessività. Intervista al dott. Michele Canil per Albatros Magazine, giugno 2024

di Marco Zorzetto

Una delle sfide più grandi nelle relazioni è distinguere tra amore genuino e comportamenti possessivi. Ma quali sono esattamente le differenze tra i due? L’amore è un sentimento completo che comprende la reciprocità e l’attenzione ai bisogni del partner. Al contrario, la possessività spesso si manifesta come un tentativo di controllo estremo, alimentato da paure di abbandono e insicurezze personali. Insieme al Dott. Michele Canil, psicologo a Treviso, esploreremo in profondità le caratteristiche distintive di questi due approcci alle relazioni.

Quali sono i segnali che indicano che un rapporto sta diventando troppo possessivo?

La possessività si manifesta nel limitare eccessivamente i bisogni e la libertà di azione del partner, anche quando ciò non compromette effettivamente la relazione. Si verifica anche nell’avere sempre l’impellente necessità di controllare il partner, specialmente riguardo alla sua capacità di instaurare e mantenere altre relazioni di amicizia o familiari.

Amore e possessività. Quali sono le conseguenze psicologiche di essere in una relazione caratterizzata dal possesso?

Chi mette in atto il controllo e quindi il possesso come ultima istanza, ha tendenzialmente un profilo psicologico di rigidità, sospettosità, controllo e grosso timore di abbandono, quindi è costretto a trovarsi in una posizione di dominanza altrimenti ne soffre e tende a chiudere per primo. Chi subisce il possesso vive sicuramente una situazione limitante, di isolamento dal punto di vista personale, quindi il contrario di una buona condizione psichica che richiede di coltivare le relazioni sia in coppia che esclusive (ovviamente non parliamo di relazioni che possano minare la relazione d’amore). Alla lunga, chi subisce il possesso tende ad isolarsi e deprimersi, diventando unico ostaggio del proprio partner.

La persona possessiva dà tutto il valore di sé in modo inconsapevole in mano agli altri. Quando gli altri lo abbandonano è come se portassero via tutta la sua stima; se il possesso entra nei disturbi borderline di personalità o psicotici, diventa un problema e, ahimè, lo leggiamo nei casi di cronaca nera.

Quali sono le cause che portano una persona a diventare possessiva in una relazione?

Spesso dietro al possesso c’è una bassa autostima oppure ci sono esperienze traumatiche che normalmente facciamo risalire alla prima infanzia in cui la persona ha effettivamente percepito dei segni di tradimento da parte dei familiari. Le esperienze traumatiche possono essere di vario genere, normalmente ci si riferisce sempre a quelle della prima infanzia perchè anche persone che ricevono un tradimento della fiducia (piuttosto che di altro tipo) in età adulta ma hanno avuto uno stile di attaccamento adeguato nella prima infanzia, sviluppano comunque delle capacità adeguate di far fronte agli eventi. Chi invece tende a

sviluppare un tratto stabile di possesso, è proprio perchè deve controllare l’oggetto del desiderio affinchè non venga abbandonato, sviluppando tratti paranoidi di sospettosità e di possesso, uniche armi per trattenere qualcuno in una relazione.

Amore e possessività. Quali sono le strategie per gestire la gelosia e la possessività in una coppia?

A proposito di amore e possessività, la gelosia è uno dei sentimenti correlati al possesso. Spesso chi è molto geloso, anche se dall’altra parte effettivamente non ci sono motivazioni o precedenti di tradimento o ambiguità, è una persona ferita. Le strategie sono: intanto chiarire le due posizioni dei partner in modo da capire se uno dei due abbia alle spalle esperienze traumatiche; in secondo luogo, tranquillizzare sia con il comportamento che con il dialogo l’altra persona e avere una reciprocità anche di conoscenza sulle relazioni. Se questo non bastasse, probabilmente siamo davanti a tratti un po’ patologizzati di uno dei due partner e quindi sicuramente a delle sofferenze pregresse e traumi.

Quali sono i confini sani da stabilire in una relazione per prevenire LA CONFUSIONE TRA Amore e possessività.

La prima effettiva prevenzione è capire chi si ha davanti, cioè comprendere se è una persona che ha delle ferite profonde; in quel caso, bisogna aprire un dialogo nella coppia se è sufficiente. Spesso, laddove ci sono ferite su questo argomento specifico, è bene consultare uno specialista. Un altro punto è tenere sempre aperta la comunicazione tra i partner, far conoscere, far entrare nella propria vita condividere in parte le proprie amicizie. Sono necessari anche degli spazi individuali; se l’altro, una volta rassicurato, non è ancora sufficientemente tranquillo, è chiaro che si sta riflettendo un trauma del passato.

Come può un individuo sviluppare l’autonomia emotiva e la sicurezza in sé stesso per evitare di cadere nella trappola E NON CONFONDERE Amore e possessività.

L’autonomia emotiva avviene intanto quando si ha un sufficiente numero di sostegni nella propria vita, quando cioè si è stati capaci di sviluppare sufficienti relazioni sane, quando si ha un sano contatto con le proprie relazioni, proprio come fossero delle colonne portanti. Questo ci rende più tranquilli e più sani. Laddove si tende a dipendere da pochissime persone, sicuramente c’è troppo timore di perderle perchè è come se il peso dei nostri bisogni non fosse distribuito su un numero sufficiente di colonne.


Dott. Michele Canil

Psicologo, Psicoterapeuta Neuropsicologo, Ipnosi clinica Terapeuta EMDR Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Vice rettore dell’Accademia Internazionale Costantiniana delle Scienze Mediche Giuridiche e Sociali.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.
Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi.
Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.


Per ogni informazione è possibile mettersi in contatto

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