Rapporto Madre Figlio Treviso - Dr. Michele Canil - Psicologo Treviso
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Rapporto Madre Figlio Treviso – Dr. Michele Canil

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO – Dr. Michele Canil

 

Rapporto madre figlio Treviso. Come si costruiscono i modelli operativi interni a partire dall’attaccamento madre – bambino. La teoria dell’attaccamento: il grande contributo di Bowlby

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. LE SCOPERTE DI JOHN BOWLBY E MARY AINSWORTH

Intorno al 1960 si è sviluppata una delle più interessanti ed utili teorie sull’origine dei comportamenti umani, propri dell’infanzia, ma molto predittivi dell’età adulta: la teoria dell’attaccamento di Bowlby, cui facciamo riferimento nella nostra pratica clinica relativa al rapporto madre figlio Treviso.  Proprio a partire dall’esperienza di Bowlby con dei ragazzi che avevano relazioni molto disturbate con la madre ebbe inizio uno studio longitudinale sugli effetti a lungo termine di un attaccamento poco funzionale.

La teoria di Bowlby, adottata nei nostri studi sul rapporto madre figlio Treviso, è diventata nel tempo un punto di riferimento per la predittività (prognosi ed evoluzione) di disturbi di vario genere come la depressione, i disturbi ossessivo-compulsivi, i diffusi disturbi d’ansia fino agli attacchi di panico e le psicosi. Non solo, grazie a questa teoria per la comprensione del comportamento in età pediatrica, è possibile stabilire quali tipi di relazioni di dipendenza i bambini avranno da adulti.

Le applicazioni di questa fondamentale teoria sono state sufficientemente all’avanguardia fin dall’epoca della loro creazione al punto che a tutt’oggi sono ancora di largo impiego (e spesso oggetto di ulteriori ricerche ed approfondimenti). Noi stessi ci atteniamo a tali linee guida teoriche nella nostra pratica clinica relativa al rapporto madre figlio Treviso.

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. CHE COSA E’ L’ATTACCAMENTO

Con il termine “Attaccamento” Bowlby intendeva descrivere la tendenza innata dell’essere umano a sviluppare e consolidare legami affettivi e di protezione. Il concetto potrebbe essere vicino all’idea di dipendenza di A. Kelly, che di per sé non ha accezione negativa, ma che comunque indica i legami fondamentali dell’infanzia – e nell’età adulta, come confermano le nostre osservazioni sul rapporto madre figlio Treviso.   La “perdita”, sia per breve tempo che come sinonimo di trauma, viene qui intesa come una situazione che può procurare turbamenti emotivi nell’infanzia (ma anche nella vita adulta) sul piano emotivo e della personalità; nelle scelte personali così come nel modo di porsi rispetto alle situazioni sociali.

Si tratta di un dato confermato dalle nostre osservazioni sul rapporto madre figlio Treviso.  Bowlby amava molto la teoria evoluzionistica e l’etologia anche su specie animali. L’autore sosteneva che il famoso “imprinting” che avviene tra i piccoli e gli adulti in numerosissime specie animali, fosse assolutamente simile a ciò che avviene tra gli esseri umani: l’imprinting nella relazione tra bambini e caregiver (intendendo “persona che si prende cura di loro”) è un processo spontaneo ed istintivo, automatico e profondamente robusto che permette al neonato di consolidare e “dipendere” in sicurezza da chi emotivamente, e nei fatti, lo accudisce.

Rapporto Madre Figlio Treviso

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. DIPENDENZA SICURA E “STILI”.

Il comportamento di Attaccamento è un processo naturale e fisiologico: il bambino, ed il neonato, sviluppano attaccamento istintivamente verso il caregiver (spesso la madre, ma non necessariamente) il cui fine è mantenere vicinanza ed evitare così i pericoli.   “Il” o “i” genitori si prenderanno cura del bambino esprimendo la loro dedizione e disponibilità nei suoi confronti, facendolo sentire compreso ed intervenendo in caso vi siano difficoltà: permettendo al bambino l’esplorazione in sicurezza e ponendo qualche limite si pongono delle ottime basi per la costruzione di sé stesso e della relazione con il mondo affinché non divenga un luogo minaccioso. Questo è il primo e fondamentale “nido” nel quale permettere al bambino di “conoscere”. Lo scambio relazionale, ed emotivo, con le figure di attaccamento gli permetteranno di conoscere profondamente anche le proprie personali caratteristiche nel corso del tempo. Si tratta di un dato puntualmente verificato nelle nostre osservazioni e nei nostri studi sul rapporto madre figlio Treviso.

 

Il comportamento di Attaccamento è un processo naturale e fisiologico: il bambino, ed il neonato, sviluppano attaccamento istintivamente verso il caregiver

 

 

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. QUANDO IL GENITORE NON E’ EQUILIBRATO.

Al contrario se il bambino dipenderà da figure di attaccamento che si rivelano poco disponibili, scarsamente equilibrate o che non pongono alcun limite, si crea un terreno di vulnerabilità importanti che rischia di avere ripercussioni lievi o gravi sul futuro. La letteratura scientifica e le nostre personali osservazioni cliniche sul rapporto madre figlio Treviso attestano ampiamente come lo stile di attaccamento determini, nel corso della vita di una persona, molte scelte e stili di comportamento: questi stili si sono formati a loro volta sugli stili di attaccamento delle madri, le quali inerzialmente tendono a trasmetterli da una generazione all’altra (come sottolineato da M. Anfossi).

 

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. VERSO LA TEORIA DI UN ATTACCAMENTO SICURO.

Mary Ainsworth sviluppò una situazione sperimentale a partire dagli studi di Bowlby per misurare il grado e il tipo di attaccamento nei bambini: la “strange situation“.   Nel 1969 ebbero inizio le sperimentazioni che si consolidarono nel 1971. La “strange situation” ancora oggi determina il tipo di attaccamento in 3 (+ 1) pattern comportamentali organizzati in bambini di 12 mesi circa.   I pattern sono essenzialmente delle risposte comportamentali dei bambini a brevi separazioni (organizzate secondo alcune procedure semplici e mai drastiche) dalla madre; successivamente dopo un breve periodo si ricongiunge il bambino con la madre: si discrimina quindi se l’attaccamento è sicuro, insicuro evitante, insicuro ambivalente o disorganizzato (categoria aggiunta in seguito).

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. PATTERN 1. ATTACCAMENTO SICURO

Il bambino impara ad esplorare con serenità le varie situazioni ed a valutare cosa possa costituire un pericolo e cosa no: in via generale si sente tranquillo e si spinge con curiosità verso situazioni nuove. Il bambino ha fiducia nelle sue (seppur piccole) capacità e sente sicurezza circa la disponibilità del caregiver alle sue esigenze. Nel contempo percepisce attenzione dal caregiver alle sue inclinazioni. Questa è la naturale risposta – da noi stessi osservata nei nostri studi sul rapporto madre figlio Treviso – di un bambino al comportamento del genitore che nei primi tre anni ha saputo offrire sufficiente protezione e disponibilità (in via semplificata).

 

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. PATTERN 2. ATTACCAMENTO INSICURO-EVITANTE

Il bambino che risponde con questo tipo di comportamento ha scarsa fiducia nella figura di attaccamento; in particolare non prevede che il caregiver possa rispondere alle sue richieste di aiuto attendendosi, anzi, che siano rifiutate. Ha sperimentato più volte la difficoltà di contatto con la madre, richiedendo la presenza ma fallendo. La difficoltà di contatto spinge il bambino verso il tentativo di farne a meno imparando progressivamente a “fare da sé”. Il bambino progressivamente sperimenta un precoce desiderio di “autonomia” facendo affidamento esclusivamente su di sé: cerca autonomia anche sul piano emotivo e sperimenta senza sostegno ed amore materno. Si tratta di una autonomia precoce e inadeguta destinata a tradursi – secondo le nostre osservazioni cliniche sul rapporto madre figlio Treviso – in una perdita di autonomia in età adulta.

 

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. PATTERN 3. ATTACCAMENTO INSICURO-AMBIVALENTE

Il bambino insicuro-ambivalente ha lungamente sperimentato come la figura di attaccamento sia imprevedibile; per tale ragione non può far altro che mantenere una vicinanza molto stretta con tale figura per il timore di perderla. Questo comportamento però fa rinunciare al bambino ogni movimento esplorativo in autonomia perdendo così molte opportunità di fare esperienza. Non ha certezze che il genitore possa rispondere alle richieste di aiuto ed è perciò costretto, come attestano i nostri dati clinici sul rapporto madre figlio Treviso, a “muoversi” solo nell’ambito del “conosciuto” escludendo qualsiasi novità.

 

RAPPORTO MADRE FIGLIO TREVISO. PATTERN 4. ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO-DISORIENTATO

Nel caso in cui la figura che dovrebbe proteggere, ed offrire disponibilità, diviene invece fonte di minaccia stessa (e pericolo) si sviluppa nel bambino un attaccamento disorganizzato. Il caregiver quindi è fonte di pericolo e, probabilmente, si sente esso stesso minacciato dall’ambiente. Il bambino in questo caso riceve segnali di pericolo dal caregiver anche solo osservando le espressioni e gli atteggiamenti dello stesso; ricevendo messaggi di pericolo dalla madre (ma non percependoli chiaramente dall’ambiente) entra in uno stato di confusione nel processo di costruzione del proprio ambiente e si sente minacciato in primo luogo dalla propria madre.

 

In una situazione di questo tipo i dati teorici e clinici sul rapporto madre figlio Treviso attestano che difficilmente una rappresentazione coerente di Sé possa svilupparsi nel bambino: la comprensione delle proprie emozioni, così come l’attribuzione delle emozioni e pensieri nelle altre persone, è quindi ostacolata. Questa è una delle situazioni, nel rapporto madre e figli, in cui vi è maggiore probabilità di confusione reciproca dei ruoli. Non poter avvicinare il genitore in caso di minaccia (perché il genitore stesso è fonte di minaccia) crea nel bambino bassa autostima, desiderio di dipendenza insoddisfatto, paralisi delle intenzioni, mancanza di strategie, tensioni ansiose. Le nostre osservazioni sul rapporto madre figlio Treviso rivelano che questa situazione si riscontra in bambini il cui genitore li ha maltrattati fisicamente o ha avuto traumi irrisolti o gravi esperienze di perdita. Queste situazioni familiari necessitano sempre un intervento specialistico per poter essere ricostruite correttamente.

Documento prodotto dal Centro Rapporto Madre Figlio Treviso Dr. Michele Canil

 

Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Ipnotista clinico, titolare del Centro Rapporto Madre Figlio Treviso

 

Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.

Il dott. Canil si occupa da molti anni del rapporto madre figlio Treviso, di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.

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Il mio impegno personale è quello di lavorare in stretta collaborazione con i visitatori del sito e con i pazienti del Centro Psicologo Treviso, con una attenzione costante alle esigenze personali di ogni singolo essere umano. Per offrire, sempre, il miglior servizio e i più elevati standard di professionalità.