Età media pazienti che si rivolgono a uno Psicologo a Treviso
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Età media pazienti psicologici Treviso. Intervista televisiva

Età media pazienti psicologici Treviso. Intervista televisiva

Età media pazienti psicologici Treviso

TG7 Nord-Est – Canale 7Gold

Età media pazienti psicologici Treviso. Intervista televisiva con il dott. Michele Canil sul tema dell’età media dei pazienti che si rivolgono a uno psicologo

 

Giornalista Roberto Guidetti: G (Giornalista)
Dott. Michele Canil: D (dott.), psicologo, psicoterapeuta

 

 

G.: E' arrivato il momento del nostro gradito ospite, il dott. Michele Canil, neuropsicologo e psicoterapeuta. Grazie di essere con noi. Il dottor Canil vive e opera nell'area di Vittorio Veneto, per cui siamo nella pedemontana trevigiana. La domanda che vorremmo rivolgerLe con la Sua presenza qui nel nostro TG è: quanto nella Sua professione si può identificare anagraficamente il paziente e qual'è l'età media pazienti psicologici Treviso? Cioè, Lei ha più pazienti di media età, ha anche ragazzi giovani o addirittura ragazzi giovanissimi?

 

D.: Anche un gran numero di ragazzi giovanissimi che spesso manifestano grande bisogno soprattutto nella fascia dell’adolescenza, io direi almeno la metà. L’età media pazienti psicologici Treviso si divide in: una metà tra adolescenza e preadolescenza e l’altra metà coperta dall’età adulta, poi nella terza età.

 

 

G.: Ci verrebbe da applicare un paragone, non sappiamo però quanto adeguato: lo psicologo interviene dove c'è la lacuna dei genitori. A questo punto ci viene da pensare: è come il volontariato che interviene laddove ci sono le lacune del governo. Mi scusi il paragone, ma è proprio per identificare un tipo di intervento che viene a colmare un vuoto che effettivamente esiste.

 

D.: Sì, molto spesso è così, anche se come dire non è neanche corretto dare il 100% della responsabilità ai genitori che in molti casi fanno anche il possibile. Però in altri casi vi sono situazioni anche piuttosto gravi e traumatiche, per cui è bene che ci sia l’intervento specialistico.

 

 

G.: Sono cambiate anche le dinamiche familiari con le ultime generazioni. Una volta lavorava solo il capo famiglia, adesso gioco-forza si deve lavorare in due, magari il tempo per rimanere a casa è molto più limitato.

 

D.: Questo indubbiamente. La questione è annosa perchè da secoli storicamente specialisti e personaggi di un certo rilievo nella psicologia e nella psichiatria fanno presente quanto siano importanti i primi anni di vita di ciascun individuo. Quindi è importante la presenza genitoriale, non solo della mamma, che sappiamo tutti essere fondamentale, ma anche del papà; è fondamentale qui dare un ruolo anche ai papà.

 

 

G.: Certo anche il ruolo del papà, noi pensiamo proprio anche alle ultime generazioni, si è evoluto in maniera impensabile rispetto ai nostri genitori, non parliamo di Lei perchè è giovane ma piuttosto dei genitori degli anni 30-40 come classe anagrafica.

 

D.: Indubbiamente sia lo stile educativo verso i figli ma anche proprio il tipo di esperienze di vita hanno caratterizzato la vita dei genitori, che senza ombra di dubbio va a riflettersi poi sulla vita dei figli. C’è una sorta di riflesso, di proiezione, questo è inevitabile nella natura umana e nei rapporti.

 

 

G.: Un aspetto secondo noi importante: tante volte c'è un malinteso senso di dignità nel nascondere determinate problematiche per cui anche l'approccio con lo specialista diventa difficile. Lei immagino si troverà di fronte a queste situazioni quotidianamente.

 

D.: A volte sì. Da un lato diciamo si è un po’ sdoganata l’idea di andare in psicoterapia e psicoanalisi, dall’altro vi sono ancora molte resistenze e, ahimè, persone che tendono un po’ a nascondere alcune questioni e situazioni a volte anche pesanti in casa; con un ulteriore decorso che rende poi molto più complicato tutto il susseguirsi delle operazioni di cura.

 

 

G.: Sa, ci sono tanti esperti, addetti ai lavori che dicono “Sì, una seduta va bene ma il tempo di quell'ora, ora e mezza è sempre molto limitato rispetto a quella che insomma deve essere la profonda conoscenza del paziente.

 

D.: Sì, passiamo da un metodo classico del secolo scorso dove il paziente veniva visto anche tre volte a settimana per diverse questioni. Ora una o due volte a settimana sono la media. Però questo permette di lavorare comunque bene nel senso migliore per la salute della persona.

 

 

G.: Noi abbiamo introdotto con il dottor Canil alcuni temi che riteniamo interessanti riguardanti anche l'età media pazienti psicologici Treviso. Il dott. Canil, lo ricordiamo, oltre che ospite questo pomeriggio a TG7 Nord-Est, sarà con noi anche a SetteInPunto lunedì mattina a partire dalle 7.30 nella seconda parte della nostra trasmissione. Grazie intanto al dott. Canil per essere stato qui con noi e buon lavoro.

 

D.: Grazie a Voi.

 

 

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