Attacchi di Panico Treviso. Intervista radiofonica al Dr. Canil - Psicologo
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Attacchi di Panico Treviso. Intervista Radiofonica

Attacchi di Panico Treviso. Intervista Radiofonica

Attacchi di Panico Treviso

 

Attacchi di Panico Treviso. Intervista Radiofonica con il dott. Michele Canil sul tema degli Attacchi di Panico

RadioVenezia

 

Elena: I (intervistatore)

Dott. Michele Canil: D (dott.), psicologo, psicoterapeuta, neuropsicologo, titolare del centro per la cura degli Attacchi di Panico Treviso

 

 

I.: Questa sera sera siamo qui ancora con il dott. Michele Canil, neuropsicologo e psicoterapeuta, titolare del centro per la cura degli Attacchi di Panico Treviso. Buona sera dottore.

 

D.: Buona sera a Voi.

 

 

I.: Come ultimo tema andiamo ad affrontare un argomento che al giorno d'oggi, grazie al mondo in cui viviamo, è sempre più d'attualità. Cioè, come comportarsi con persone che soffrono di attacchi di panico. Dottore, intanto Le chiederei subito di dirci che cos'è l'attacco di panico.

 

D.: L’attacco di panico rientra nei disturbi d’ansia ed è uno dei disturbi più limitativi per la persona, anche per quello che abbiamo potuto osservare nei pazienti del nostro centro per la cura degli Attacchi di Panico Treviso. L’attacco di panico comporta l’insorgere improvviso di un’ansia fortissima che minaccia la persona proprio nella sua integrità, in quanto spesso il primo attacco che colpisce fa temere alla persona di avere un arresto cardiaco o di poter morire in modo imminente. Quindi la paura che comporta è davvero moltissima, questo segna in modo un po’ traumatico.

 

 

I.: Può dire ai nostri ascoltatori che non sanno effettivamente cos'è quali sono i sintomi?

 

D.: I sintomi – che anche i nostri pazienti del centro per la cura degli Attacchi di Panico Treviso lamentano – sono inizialmente una sensazione di calore e di attacchi cardiaci quindi una accelerazione del cuore con anche spesso difficoltà respiratoria. Ad un certo punto succede che il sangue si ossigena eccessivamente, quindi il cervello comincia a dare segni di uno scarso equilibrio alla persona, da cui la paura di poter cadere. Il cuore fa fatica ad arrestarsi, sebbene non sia una cosa che di per sé faccia male, ma la persona ha paura di avere uno svenimento immediato. Tutto questo esordisce poi con la difficoltà apparente (perchè non è reale) di non poter più respirare. Quindi diventa per la persona una piccola situazione tragica che si sviluppa in pochi secondi.

 

 

I.: E a cosa sono dovuti questi attacchi di panico?

 

D.: Gli attacchi di panico hanno una lunga storia, la psicanalisi li conduce al fondamentale timore di abbandono che la persona può aver sperimentato in una relazione materna nel passato. Alcuni metodi moderni riferiscono che è il timore di non aver sufficiente fiducia nelle reti sociali, di non avere una sufficiente autonomia o di essere in una situazione relazionale sia di coppia che di famiglia in cui potenzialmente qualche rapporto è minacciato e quindi si perde un po’ la sicurezza in se stessi.

 

 

I.: Le persone attorno a chi ha un attacco di panico come si devono comportare?

 

D.: Questa è una questione piuttosto annosa perchè spesso i familiari o le persone vicine a chi soffre di attacchi di panico non sanno bene se aiutare in modo diciamo assistenziale la persona e quindi accompagnarla in ogni attività quotidiana standole vicino, piuttosto che stimolarla a provare a rendersi autonoma. In linea di massima, laddove la persona con attacchi di panico è in qualche modo seguita dal punto di vista psicoterapeutico o farmacologico, oppure ambedue, si possono fare delle manovre per cominciare a stimolarne l’autonomia. Però il tutto deve essere molto molto graduale. E questo è quello che solitamente suggeriamo ai familiari dei nostri pazienti del centro per la cura degli Attacchi di Panico Treviso.

 

 

I.: Di solito perchè si sviluppano gli attacchi di panico? Siamo noi in una situazione d'ansia forte oppure sono altri i fattori che possono creare ansia?

 

D.: Essenzialmente siamo noi in una situazione di ansia piuttosto elevata e quindi in alcune circostanze che normalmente avrebbero generato solo un po’ di preoccupazione, lì diventa un terreno fertile perchè l’attacco di panico cominci ed abbia la sua durata più o meno lunga, da qualche minuto a una decina di minuti.

 

 

I.: Così avanti può andare?

 

D.: A volte sì, in alcuni casi si è visto che può avere una durata anche di 45 minuti che è più legata ad un decadimento fisiologico dello stato d’ansia della persona. In questa fase la persona sta veramente molto male con una serie di implicazioni anche gastrointestinali, respiratorie, di stanchezza generale che insomma è meglio poter evitare.

 

 

I.: E quando si accusa di più il colpo? Sono più gli studenti, più i lavoratori, più i casalinghi, le persone che stanno a casa in pensione? Quando si sviluppa di più l'attacco di panico?

 

D.: In realtà è un po’ trasversale l’attacco di panico. Individuerei soprattutto le persone che hanno poco senso di autonomia, che non è assolutamente un’accusa, ma è piuttosto una mancata educazione a provare a fare da soli ed a gestire la propria vita. Lì si crea una situazione in cui più facilmente l’attacco di panico può avere il suo esordio.

 

 

I.: Quindi non c'è un'età, diciamo, possono averlo tutti?

 

D.: Possono averlo tutti, a volte adesso si comincia a vedere anche nei bambini, diciamo che l’adolescenza, la prima età adulta è il cuore dove l’attacco di panico si insidia. Questo è quello che osserviamo anche nel nostro centro per la cura degli Attacchi di Panico Treviso.

 

 

I.: E per risolverli?

 

D.: Per risolverli serve una psicoterapia, un’analisi, possono servire i farmaci laddove è particolarmente violento. Sicuramente quando è contenuto e curato l’attacco di panico si risolve.

 

 

I.: Speriamo che tutte le persone che vengono possano risolverlo senza l'aiuto di farmaci. E' stato un onore averLa qui, ringrazio tantissimo il dott. Michele Canil titolare del centro per la cura degli Attacchi di Panico Treviso.

 

D.: Grazie a Voi.

 

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